Carburanti alternativi e green economy: le nuove frontiere da raggiungere

Carburanti alternativi e green economy: le nuove frontiere da raggiungere

 

Nonostante si sia fatto davvero molto negli ultimi anni per abbassare il livello di inquinamento nel nostro Paese, soprattutto incentivando l’utilizzo di carburanti alternativi a basso impatto ambientale, la situazione riguardante il livello di inquinamento in Italia è ancora complessa.

Il nuovo Report sulla qualità dell’aria nelle città italiane, la ricerca realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea e con la partnership delle Ferrovie dello Stato, che propone anche un decalogo per mettere in campo misure nuove e più incisive contro l’inquinamento atmosferico, ha rivelato come la situazione italiana sia ancora difficile.

Nonostante le misure messe in campo dalle varie regioni e nonostante le direttive emanate dall’Ue riguardo proprio l’utilizzo di mezzi di trasporto green e carburanti a basse emissioni inquinanti, l’Italia resta maglia nera del vecchio continente.

Nel nostro Paese è ancora tristemente alto il numero di morti legate all’inquinamento atmosferico (si parla di circa 90.000 morti premature e 1.500 decessi per milione di abitanti) e c’è ancora molto da fare per migliorare la qualità dell’aria. Qualità che non è messa a dura prova solo dagli agenti inquinanti provenienti dal traffico cittadino, ma anche dai riscaldamenti e persino dall’agricoltura.

Cosa si può fare dunque? Senz’altro proseguire nella direzione della ricerca e dell’innovazione, aumentando il numero di mezzi (anche quelli pesanti) che utilizzano carburanti alternativi o puntando molto di più sulla mobilità green; poi ovviamente cercare di puntare molto sull’educazione della cittadinanza al rispetto dell’ambiente, cercando di diminuire per quanto possibile le fonti di inquinamento (ad esempio utilizzando meno il riscaldamento); infine puntare molto sulla green economy, trovando tecniche innovative e meno inquinanti per quanto riguarda l’agricoltura e l’industria.

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